Secondogenito di una modesta famiglia di pescatori sloveni, Nicola Camera viene rapito da un’agenzia di modelli milanese quando ha solo tre giorni di vita, e da allora non rivede più i suoi veri genitori. Ancora lattante diventa una star della pubblicità, prendendo parte ad innumerevoli spot di prodotti per l’infanzia e ricevendo un numero incalcolabile di proposte di matrimonio da parte di bambine di mezzo mondo, che lui sdegnosamente rifiuta causando la più terrificante ondata di suicidi infantili dai tempi del ritiro dal commercio degli Exogini. La sua vita cambia una sera di dicembre, quando un furgone della nettezza urbana scarica per sbaglio un vecchio basso semidistrutto sotto un abete nel giardino di casa. Nicola lo trova, impara a suonarlo e da allora non se ne separa più, ritenendolo la prova concreta dell’esistenza di Babbo Natale. Verso la metà degli anni novanta ha un improvviso colpo di genio e lancia la moda del “bassocubo”: tutti i cubisti della Romagna, seguendo il suo esempio, si mettono a ballare con un basso in mano, mietendo decine di vittime fra gli incolpevoli avventori. Sommerso dalle richieste di risarcimento, Nicola trova rifugio nei Vappa, che gli offrono un letto e un pasto caldo, a patto che se ne stia buono almeno fino alla fine del concerto.